La mia esperienza a Cuba [diario di viaggio parte 3: Varadero e Matanzas]

La mia esperienza a Cuba [diario di viaggio parte 3: Varadero e Matanzas]

Dopo avervi raccontato le vicissitudini di viaggio per arrivare a Cuba e le meraviglie dell’Havana, in questo terzo post ci spostiamo verso Varadero.

Il nostro amico Ivan ci aveva messo in contatto con un tassista suo amico che ci avrebbe accompagnati a Varadero e così abbiamo conosciuto Vladimir (come vi dicevo, molti cubani hanno nomi russi), che con la sua auto d’epoca ci ha portato nel regno dei resort.

Mirador de Bacunayagua

Nel tragitto abbiamo fatto una tappa al suggestivo Mirador che si trova al Puente de Bacunayagua.
Questo ponte, inaugurato nel 1959, separa le province di Matanzas e Mayabeque ed è il ponte più alto e più lungo dell’isola. Il Mirador che si trova lì permette di godere di una splendida vista sia sul ponte che sulla lussureggiante Valle del Yumurí. Nel bar del Mirador potrete gustare un’ottima pina colada!

Ponte di Bacunayagua Cuba
Il Ponte di Bacunayagua
Mirador de Bacunayagua Cuba
L’ingresso del Mirador de Bacunayagua

Varadero

Varadero si trova a circa un’ora e mezza di auto da Havana, all’estremo nord di Cuba, nella Provincia di Matanzas.  Negli anni è diventata una zona dedicata solo ai resort. Per arrivarci bisogna passare da una specie di casello di polizia: da quanto abbiamo capito, i turisti possono accedere alla zona dei resort accompagnati da taxi che arrivano da Havana, ma possono uscire solo su taxi di Varadero.

Dunque insieme a Vladimir siamo arrivati nel nostro resort dove saremmo stati le restanti due notti.

Il mare a Varadero è stupendo – le foto si commentano da sole! – ma nonostante questo non credo che ci tornerò. Questo perché, ahimè, la vita del resort io proprio non riesco ad apprezzarla!

Per quanto il mare fosse celeste, cristallino, meraviglioso, il mio ideale è soprattutto spiagge deserte o comunque con pochissime persone, mentre la spiaggia del resort era costantemente piena di gente, con addirittura (apriti cielo!) l’animazione dalla mattina alla sera. Insomma, il mare può essere il più bello del mondo ma faccio davvero fatica a godermelo in un contesto così.

In più, nonostante il nostro fosse uno dei resort migliori, la qualità del cibo e dei drink era medio-bassa. Considerando che odio tutte le situazioni da divertimento imposto e da relax organizzato, il resort di Varadero non fa per me. Se tornerò a Cuba cercherò sicuramente il mare bello altrove, in un contesto meno organizzato.

Varadero spiaggia
Varadero spiaggia
Varadero palme
Varadero
Varadero resort
Varadero resort
Varadero finestra sul mare
Varadero finestra sul mare

Comunque si è trattato di poco tempo: purtroppo Cuba per noi è stata proprio una toccata e fuga!
Al ritorno il nostro amico Vladimir è tornato a prenderci, insieme alla moglie, e per fare questo, vista la restrizione che vi dicevo sopra, abbiamo messo in atto un escamotage: siamo usciti dal retro dell’hotel, e da lì ci siamo incamminati a piedi con i bagagli io, il mio fidanzato e la moglie del tassista, tagliando prima del controllo di polizia in una viuzza nascosta dove ci aspettava Vladimir.
Da lì siamo riusciti a ripartire alla volta dell’Havana, dove avevamo il volo di ritorno.

Cueva di Saturno e Matanzas

Prima però abbiamo fatto due tappe: la prima alla Cueva di Saturno, una grotta con cenote a 12 km dalla città di Matanzas, che mi ha ricordato la cueva de Los Verdes di Lanzarote. La grotta racchiude un piccolo lago-cenote, e abbondano stalattiti e stalagmiti semisommerse. Molte persone facevano il bagno e snorkeling, noi non ce la siamo sentita visto il freddo che c’era nella grotta e comunque avevamo poco tempo.

Cueva de Saturno Cuba
Cueva di Saturno

L’altra tappa è stata a Matanzas per una pina colada, dove Vladimir e la moglie in spagnolo ci hanno raccontato un po’ di cose, in particolare della loro figlia maggiore che vive in Texas (coincidenza, visto che noi ci eravamo appena stati!), con il marito, che aveva lo status di rifugiato politico, mentre la figlia più piccola viveva ancora in casa con loro.

Matanzas scorcio
Matanzas
Matanzas Teatro Velasco
Matanzas Teatro Velasco
Matanzas scorcio
Scorcio di Matanzas
Matanzas negozio
Un coloratissimo negozio a Matanzas

Tornando verso Havana siamo stati anche a casa di Vladimir, poco fuori dalla città, dove abbiamo conosciuto la figlia minore (e i loro gatti!).
Insomma, è stato davvero bello incontrare Vladimir.
Dopodiché siamo arrivati all’aeroporto dell’Havana per ripartire alla volta dell’Italia, con la curiosità di carpire i discorsi degli altri passeggeri, conoscere i loro percorsi e le loro mete.
Molti non vanno a Cuba solo una volta, molti si innamorano di queste terra e ci tornano più e più volte.
Vorrei tornarci anch’io, con più tempo e più calma, senza perdere voli dal Messico, senza acquazzoni e soprattutto senza mettere piede in un resort.


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4 thoughts on “La mia esperienza a Cuba [diario di viaggio parte 3: Varadero e Matanzas]”

  • Ciao Silvia, sai che anche io sono rimasta un po’ con l’amarezza per Varadero?! Dico sempre che a Cuba tornerei anche subito ma non a Varadero!
    Ci sono posti decisamente piú belli in cui soggiornare a Cuba, soprattutto di mare.
    Non mi sorprende che il cibo ti abbia un po’ delusa, purtroppo la cucina cubana non é un granché!

    • Ciao Serena! La penso come te… nonostante il mare bellissimo a Varadero non si respira per niente l’atmosfera di Cuba, che è la cosa più bella! Sul cibo non mi sono trovata male all’Havana (a parte alla cena durante lo spettacolo ma in quei casi si sa che il cibo non è mai granché!), però è vero che hanno una cucina poco variegata, alla fine i piatti sono sempre gli stessi. Nel resort la qualità del cibo era media, mentre i drink erano terrificanti e ti spacciavano una cosa per un altra senza ritegno! 😀

  • Ora come ora, Cuba è al primo posto della mia wish-list. Quando sarà finalmente il momento, terrò sicuramente conto dei tuoi suggerimenti!

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