Mese: maggio 2018

#Cosebelle di maggio [2018]

#Cosebelle di maggio [2018]

Questo è un post un po’ diverso dal solito, che dà il via a una nuova rubrica.
L’ultimo weekend di ogni mese pubblicherò un post in cui condividerò con voi le mie #cosebelle del mese: libri, serie tv, film, acquisti… e tutto quello che arriverà!
L’idea è quella di darvi alcuni spunti carini e raccontarvi qualcosa in più di me.
Cosa ne pensate?
Cominciamo e vediamo come va! 🙂

#Cosebelle maggio 2018 una dose quotidiana di bellezza

La serie tv

Iniziamo con qualcosa che mette d’accordo tutti: una serie tv.
Per inciso, dovete sapere che io fino a non molto tempo fa non ero un’amante delle serie tv.
O almeno, ero rimasta ferma agli anni ’90 e a Beverly Hills 90210.
Dopo, mi è sempre sembrata una perdita di tempo impiegare ore della mia vita a inseguire di puntata in puntata una trama fatta apposta per lasciarmi col desiderio e l’insoddisfazione, farmi catturare, diventare dipendente e poi ritrovarmi alla fine in crisi d’astinenza 🙂
Preferivo i libri, le riviste, i film, in grado di soddisfare sia il desiderio di piacere intellettuale sia quello di evasione (a seconda delle occasioni) senza provocare l’odioso effetto addiction.

Eppure alla fine ho ceduto (sempre in ritardo rispetto al mondo: non sono mai una che coglie subito le novità, così come non utilizzo mai subito una cosa nuova che compro…aspetto il momento giusto). Così ho ri-“scoperto” le serie tv lo scorso anno e da allora, ahimè, sono diventata addicted.

Comunque, per tornare al presente e nello specifico al mese di maggio, la serie che mi ha tenuto incollata allo schermo per buona parte del mese è “La casa de Papel” (“La casa di carta”) su Netflix.

Immagino che, come era stato per me, ne avrete già sentito parlare. Io avevo sentito commenti entusiastici da più parti (“un capolavoro, una serie bellissima”), ma l’avevo sempre tralasciata perché mi sembrava troppo d’azione per i miei gusti. Poi ho deciso che dovevo dargli una chance e com’era prevedibile mi sono completamente presa.

La storia forse la conoscete: 8 persone con un passato da fuorilegge e senza nulla da perdere, ciascuno con una sua “specializzazione” (dall’hackeraggio alla falsificazione di denaro), vengono radunati da una figura misteriosa, Il Professore, che li istruisce e li coordina per realizzare il colpo del secolo, una rapina alla zecca spagnola (la serie è una produzione spagnola). Nel team c’è il divieto di creare relazioni intime e di chiamarsi col proprio vero nome, infatti ciascuno prende il nome di una città (Tokyo, Berlino, Nairobi, Rio, Denver, Mosca, Helsinki e Oslo). Durante la rapina il gruppo indosserà maschere di Dalì per non farsi riconoscere e prenderà in ostaggio oltre 60 persone. Tutta la serie si svolge nell’arco dei giorni di durata della rapina.

Perché mi è piaciuta

Sembrerebbe la classica serie action ma “La casa de Papel” è molto di più: l’aspetto psicologico è fortissimo, dietro ogni personaggio si nasconde una storia che viene portata alla luce, le relazioni vietate si vengono inevitabilmente a creare in modi imprevedibili e alla fine nessuno è davvero buono o cattivo. La narrazione si alterna fra presente, passato e continui colpi di scena, mai prevedibili, grazie a ciò che riesce ad architettare con virtuosismo sempre crescente la mente da nerd del Professore. Inoltre la squadra ha il divieto di uccidere (per uscirne “puliti” nei riguardi dell’opinione pubblica) e nonostante  le armi – pistole, mitra, esplosivi – e le continue minacce, la violenza esplicita è ridotta al minimo. Tutto o quasi si gioca sul piano mentale, sulla resistenza psicologica e in senso traslato sulla Resistenza da cui si origina l’idea del Professore (non a caso una meravigliosa versione di “Bella Ciao” è la canzone che unisce il gruppo e che viene cantata più volte). Di base nel progetto del Professore e nella serie c’è anche una critica alla società capitalista e al ruolo delle banche d’affari.
“La casa de Papel” è andata in onda divista in due parti, si sa che adesso è in lavorazione la terza parte: attendiamo fiduciosi!

Il film

Il film del mese per me non può che essere “Loro”, la nuova opera di Paolo Sorrentino divisa in due parti uscite al cinema a distanza di una settimana l’una dall’altra, “Loro 1″ e “Loro 2”. Il film è incentrato sulla figura di Berlusconi, interpretato da un sempre meraviglioso – camaleontico eppure inconfondibile –  Toni Servillo, mentre la moglie Veronica Lario è Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio è il faccendiere senza scrupoli che cerca in tutti i modi di mettersi “in affari” con Berlusconi e Kasia Smutniak l’ape regina della situazione.

Sorrentino torna a raccontare il potere e le dinamiche che gli stanno attorno, con la figura di “Lui” (Berlusconi) ma anche con “Loro”, che possono essere tanto “quelli che contano”, quanto coloro che stanno in quel fitto sottobosco che prolifera ai margini del potere.

Le vicende di Berlusconi – il disfacimento del suo matrimonio, le sue relazioni con ragazze molto più giovani, i rapporti politici, tutto ciò che di corrotto e ambiguo gli ruota intorno – sono resi con la solita grande maestria di Sorrentino e interpretati magistralmente.

Non è un film da colpi di scena (d’altronde Sorrentino non è famoso per questo), la storia la sappiamo, ma è un film che ci fa capire di più, tra rifiuto e identificazione, che ci pone domande.

Insomma un film da vedere. Peccato solo che sia stato diviso in due parti, cosa che ho trovato penalizzante sia per lo spettatore che per la potenza dell’opera.

Il libro

Ho letto “La più amata” (Mondadori) , l’ultimo romanzo di Teresa Ciabatti , che avevo da tanto nella mia lista dei desideri. La scrittrice toscana racconta la sua infanzia dorata e borghese  di figlia del “Professore” (curioso come anche qui come nella Casa de Papel ci sia un “Professore” come riferimento della storia). Il Professore, suo padre, Lorenzo Ciabatti, primario dell’ospedale di Orbetello, che ha studiato in America ma che poi è tornato in Italia (non si sa bene perché ma in fondo forse “perché è un uomo umile”), è di volta in volta descritto come “un uomo buono, altruista, filantropo”, oppure come “un uomo senza scrupoli, ateo, bugiardo, fascista”. La domanda di fondo del libro e dell’autrice è: chi era davvero Lorenzo Ciabatti? Tra verità e menzogne, tra dicerie e supposizioni, soldi e aridità affettiva, quello di Teresa Ciabatti è un romanzo che potrebbe sembrare semplice ma che in realtà è molto forte, e non a caso è stato candidato all’ultimo Premio Strega.

La più amata Teresa Ciabatti Mondadori
“La più amata”, Teresa Ciabatti (ediz. Mondadori)

Si legge tutto d’un fiato, non ci sono fronzoli o ricercatezza nella scrittura. Il lettore si trova immerso in uno spaccato di vita e di Italia di cui forse non era pienamente consapevole, fatto di rapporti di potere, meccanismi sotterranei e massoneria. Non è chiaro cosa sia vero e cosa falso, quanto ci sia di autobiografico. Tante domande restano in testa alla fine. Forse per Teresa Ciabatti la scrittura del libro è stata catartica, per il lettore invece non c’è catarsi: al termine della lettura rimane ancora in testa il bisogno di sapere qualcosa. Ma in certi casi va bene così.

Cose buone

Nell’ultimo viaggio a Londra ho comprato l’ Apricot, Honey & Lavender Infusion di Fortnum & Mason e me ne sono follemente innamorata. Il profumo è qualcosa di delizioso e anche la confezione a tono è stupenda, non trovate? Potete acquistarla anche online sul sito di Fortnum & Mason.

Apricot Honey & Lavender Fortnum & Mason
Apricot Honey & Lavender Infusion di Fortnum & Mason

Queste erano alcune delle mie #cosebelle di maggio. Spero che l’idea di questa rubrica vi piaccia e non vedo l’ora di tornare a condividere con voi le mie belle scoperte nei prossimi mesi! 🙂