Mese: ottobre 2017

Alla scoperta dell’entroterra siciliano: Aidone

Alla scoperta dell’entroterra siciliano: Aidone

L’entroterra siciliano: aria pura e bellezze da esplorare

Quando si pensa alla Sicilia la prima immagine è quasi sempre quella del mare: non tutti sanno che anche nell’entroterra di questa meravigliosa isola c’è tutto un mondo da esplorare.

L’entroterra siciliano – e con entroterra intendo in particolare la provincia di Enna, l’unica provincia siciliana a non essere toccata dal mare – spesso viene snobbato o comunque non esplorato a dovere nei tradizionali percorsi turistici, quando invece racchiude tesori e fascino di cui io in questi due anni e mezzo di vita in Sicilia ho avuto modo di innamorarmi, e che da soli meriterebbero un viaggio in questa terra.

Se mi seguirete, vi porterò alla scoperta dei luoghi più belli dell’entroterra siciliano, chicche da non perdere durante il vostro viaggio in Sicilia.

Oggi voglio cominciare portandovi a ottocento metri di altezza sui Monti Erei, per la precisione ad Aidone, piccolo paese pieno di storia, suggestive tradizioni, chiese e panorami unici, una nicchia di aria pura e bellezze archeologiche da esplorare.

La polis di Morgantina

Nel territorio di Aidone si trova l’antica polis di Morgantina, immensa città greca risalente al V secolo a.C, di cui ciò che è visibile oggi (ed è molto!) è solo una piccola parte dell’entità originaria: gli scavi continuano ad essere portati avanti ogni anno dall’università americana della Virginia.

Morgantina è uno dei più interessanti ed estesi siti archeologici della Sicilia, dove si possono ritrovare oltre mille anni di storia, dalla fondazione della città in età preistorica fino al suo declino, avvenuto nell’età imperiale romana. La polis si estende su un’area pianeggiante delimitata da colline, al cui centro si trova l’agorà. Ricordatevi la data del primo fine settimana di agosto: ogni anno si può assistere a ‘Tra mito e storie: Morgantina Rivive’, evento in cui oltre duecento comparse in abiti greci fanno rivivere l’agorà.

Panoramica su Morgantina
Panoramica su Morgantina

Il teatro greco di Morgantina inoltre fa parte del circuito di “Anfiteatro Sicilia” e ogni estate in luglio e agosto ospita un ricco calendario di spettacoli teatrali e musicali.

Teatro greco Morgantina
Il teatro greco di Morgantina
Macellum Morgantina
Il Macellum

Una curiosità: quello che vedete nella foto qui sotto è praticamente uno zerbino dell’antichità. La frase “Eiexei” voleva infatti significare “Che tu sia il benvenuto” 🙂

Eiexei Morgantina
Eiexei Morgantina

La Venere di Morgantina

A Morgantina è legata l’incredibile statua ospitata all’interno del Museo Archeologico Regionale di Aidone, che custodisce una ricca collezione di reperti provenienti dagli scavi di Morgantina. La statua, il reperto più celebre, è nota appunto come la Venere di Morgantina. In realtà, benché il nome ormai comune sia Venere,  sarebbe più corretto chiamarla Dea, perché con più probabilità le sue fattezze maestose sono attribuibili a Demetra piuttosto che a Venere.

Venere di Morgantina
La Venere o Dea di Morgantina

La vista della Venere vi lascerà senza fiato!

La statua è tornata in Italia nel 2011 dopo tredici anni al Paul Getty Museum di Malibu, a seguito di un lungo contenzioso. E’ un’opera d’arte di straordinario valore artistico, oltre che impressionante per la sua mole: è alta 2,20 metri per 600 kg di peso. L’opera, ritrovata a Morgantina, fu scolpita nel V secolo a.C. in Sicilia ed è attribuita a un discepolo di Fidia, famoso scultore della Magna Grecia.

Gli Acroliti

Nel museo si trovano inoltre gli Acroliti di Demetra e Kore, statue eseguite secondo la particolare tecnica acrolitica, ovvero realizzate solo nelle estremità (testa, braccia, mani e piedi) in marmo, mentre il resto era concepito come semplice struttura di sostegno in legno, poi rivestita da tessuti. Gli acroliti che vedrete al Museo, databili intorno al 530 a.C., costituiscono il più antico esempio conosciuto di questa tecnica. Gli Acroliti, inoltre, hanno rappresentato la Sicilia a Expo 2015, dove sono stati visitati da venti milioni di persone e hanno costituito l’elemento più antico presente all’esposizione universale.

Acroliti di Morgantina
Gli acroliti di Morgantina

La Testa di Ade o Barbablù

Al Museo è possibile ammirare un altro preziosissimo reperto, la Testa di Ade, conosciuta anche come ‘Barbablù’ per il colore dei riccioli della barba, anch’essa trafugata da Morgantina e recentemente restituita alla Sicilia dal Paul Getty Museum di Los Angeles. Le avventurose vicissitudini dietro a queste riappropriazioni meriterebbe un capitolo a parte, e magari ve ne parlerò in un altro post!

Testa di Ade o Barbablù
La testa di Ade o Barbablù
Testa di Ade profilo
Il profilo della Testa di Ade

Il Museo Archeologico ospita anche il tesoro di Eupòlemo, costituito da sedici preziosissimi pezzi in argento dorato e cesellato di epoca greco ellenistica. I gioielli furono trafugati (tanto per cambiare!) e poi esposti al Metropolitan Museum di New York. Grazie a un accordo tra lo stato italiano e il Metropolitan adesso vengono esposti ogni quattro anni, alternativamente, nei due musei.

Il Balcone di Sicilia

Aidone è chiamata ‘Il balcone di Sicilia’ perché dall’alto del suo Castellaccio – i ruderi del castello normanno distrutto dal terremoto del 1693 – quando il cielo è limpido si può ammirare tutta la Sicilia Orientale. Il Castellaccio è un luogo magico e il panorama che ammirerete da lì saprà lasciarvi senza fiato.

Aidone Il Castellaccio
Il Castellaccio

La città fu abitata sin dall’epoca della dominazione araba, di cui ancora custodisce testimonianze. Tra l’XI e il XII secolo fu poi rifondata da popolazioni dell’Italia settentrionale: questa antica ascendenza lombarda si è mantenuta attraverso i secoli caratterizzando il dialetto locale, molto diverso dai dialetti siciliani. Il ‘gallo-italico’ – questo il nome della tipica parlata aidonese – è diffuso anche nella vicina Piazza Armerina.

Del periodo normanno restano ad Aidone importanti monumenti come la Torre Adelasia, il Convento Benedettino e la Chiesa di Santa Maria La Cava, edificata nel 1134.

Le bellezze del centro storico

Tra le perle del centro storico non dovete perdervi la Chiesa di San Domenico, che con il suo inconfondibile prospetto in bugnato a punta di diamante è un esempio di architettura litica molto rara per gli edifici religiosi.

Chiesa di San Domenico Aidone
La facciata della Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico dettaglio
Dettaglio della facciata della Chiesa di San Domenico

Da visitare anche la Chiesa di Sant’Anna, dove potrete apprezzare il crocifisso ligneo realizzato da Fra Umile da Petralia e la Basilica di San Leone dedicata a Papa Leone II, secondo alcune fonti originario di Aidone.

Il Santuario di San Filippo – detto ‘nero’ perché il suo simulacro è rappresentato con l’incarnato scuro – si anima per la Festa dei Pellegrini che si svolge dal 30 aprile al 1° maggio: in quest’occasione, decine di migliaia di persone si riversano nel centro storico di Aidone, arrivando spesso scalze per chiedere miracoli al Santo.

La chiesa più antica di Aidone è invece la Chiesa di Sant’Antonio, con  la cuspide del campanile rivestita di ceramiche policrome.

Chiesa di Sant'Antonio Aidone
La Chiesa di Sant’Antonio

Tornerò a parlarvi di Aidone sicuramente in occasione della Pasqua, quando il paese è invaso dai “santoni“, probabilmente un retaggio della tradizione spagnola: queste  statue cave alte tre metri, che riproducono i dodici apostoli e che vengono portate a spalla da volontari detti santari, nascosti al loro interno, dalla domenica delle palme alla mattina di Pasqua invadono il paese, in un tourbillon colorato e decisamente folcloristico.

Che dite, vi ho incuriosito? 😉