NautiLab: un cantiere navale hi-tech in una scuola superiore di Palermo

NautiLab: un cantiere navale hi-tech in una scuola superiore di Palermo

Il progetto NautiLab

Immaginate di avere 18 anni, di essere appena usciti dall’Istituto Tecnico e di avere tutto l’entusiasmo (ma anche il bagaglio di preoccupazioni per il futuro) dei neodiplomati.
Immaginate di avere tanta voglia di mettere le “mani in pasta”, di sperimentare sul campo ciò che avete appreso sui libri ma anche le nuove potenzialità che il progresso tecnologico ha nel frattempo messo a disposizione: ad esempio, la stampa 3D.
E immaginate di essere diciottenni neodiplomati a Palermo, dove il mare è di casa.

Poi immaginate che tutte queste belle premesse non finiscano come spesso accade nel cassetto dei sogni ma vengano colte, intercettate, gli sia data un’opportunità di espressione concreta.

È questo l’obiettivo di NautiLab, un progetto che definire ambizioso e avveniristico è dir poco e che unisce diversi ingredienti: una start up all’avanguardia che si occupa di progettazione di barche a vela, Yam-Marine Technology, le nuove frontiere della stampa 3D, la passione per il mare e l’entusiasmo di giovani neodiplomati. Il tutto a Palermo.

NautiLab è un cantiere navale hi tech all’interno di una scuola superiore di Palermo, l’ITIS Vittorio Emanuele III, dove 13 ragazzi di 18 anni o poco più (tra cui anche tre rifugiati politici), selezionati attraverso un bando, sono impegnati insieme a tutor esperti nella costruzione di una barca che verrà utilizzata per regate oceaniche, il tutto utilizzando una tecnologia pionieristica in questo settore: la stampa 3D.

Progetto NautiLab team

Da Livrea Yacht a NautiLab

Per avere informazioni più specifiche sul progetto ho parlato con Francesco Belvisi, responsabile della progettazione e dell’area tecnica di NautiLab, nonché general manager di Yam, che da alcuni anni con il socio Daniele Cevola, designer, si sta dedicando al 3d printing in ambito nautico con il progetto Livrea Yacht Italia: «La stampa 3D in ambito nautico permette efficienza di prestazioni, minor utilizzo di materiali e dunque minor inquinamento. Con Livrea Yacht siamo i primi player di questo settore a livello globale». Infatti Livrea 26 è l’unico prototipo attualmente esistente di barca stampata in 3D, presentato per la prima volta al Miami Boat Show 2014, e sicilianissimo: è ispirato infatti alle “lance pantesche”, antiche imbarcazioni tipiche di Pantelleria. Prosegue Belvisi: «Già da qualche tempo collaboriamo con l’ITIS Vittorio Emanuele III di Palermo, dove abbiamo fondato il primo Fablab scolastico del sud Italia (considerato uno fra i 10 più importanti d’Italia), ovvero un laboratorio di fabbricazione digitale con stampanti 3D all’interno di una scuola. Abbiamo quindi deciso di far convergere l’attività di Livrea Yacht nel progetto NautiLab, grazie anche alla sinergia con Marco Vella, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale L’Erba Voglio e coordinatore del progetto educativo e con l’Assessorato alla Scuola della Città di Palermo, creando un progetto formativo dedicato ai giovani che permettesse loro di fare un’esperienza importante e utile al tessuto produttivo, con tecnologie d’eccellenza».

Le finalità sociali e la lotta alla dispersione scolastica

NautiLab è un progetto di lotta alla dispersione scolastica, che unisce innovazione tecnologica e valorizzazione sociale, dove la scuola diventa un cantiere nautico dotato delle tecnologie più avanzate. I ragazzi hanno la possibilità di acquisire un bagaglio di competenze professionali preziose nel campo della prototipazione rapida, della lavorazione dei compositi avanzati e dell’utilizzo di software dedicati di progettazione, nell’ottica di quello che si può definire “artigianato tecnologico”. Sono coinvolti in un progetto a suo modo estremo, con attrezzature sofisticatissime che NautiLab ha a disposizione in comodato d’uso grazie alle partnership sviluppate da Livrea Yacht.

NautiLab al lavoro

L’entusiasmo dei ragazzi

Le lezioni, iniziate a luglio (tutta la giornata del venerdì e il sabato mattina, fino a dicembre 2017), alternano formazione teorica con computer e software al laboratorio pratico. «E’ bello vedere come i ragazzi vengano in laboratorio anche nelle ore extra-curricolari e come ognuno apporti le sue particolari abilità. – racconta Francesco Belvisi – Si sono rivelati tutti molto ricettivi e attivi nel formulare proposte e nel far fronte agli imprevisti. Molti hanno già una mentalità imprenditoriale e pensano a come quest’attività potrà essergli utile per lavorare un domani, traslando magari alcune competenze ad ambiti a loro quotidianamente vicini, come il mondo delle moto. Inoltre, dal punto di vista progettuale ed educativo c’è un’interazione molto importante».

Selfie cantiere NautiLab

La barca

La barca che verrà realizzata è una “Mini 6.50” (6,5 metri di lunghezza, 3 metri di larghezza), che viene utilizzata per regate oceaniche anche in solitaria: una barca a vela hi-tech ed ecosostenibile. «È una barca estrema, molto veloce e complessa, con tantissimi dettagli. – spiega Belvisi – Il “guscio” ci sarà entro dicembre, la barca sarà pronta per navigare entro febbraio. Aabbiamo già un contatto con una skipper francese che ha già fatto la regata mini transat, Annabelle Boudinot».

Rendering Mini 6.50 proto LivreaYacht
Rendering della barca in costruzione

 


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