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	<title>Stories Archivi - unadosequotidianadibellezza</title>
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		<title>Perché ho eliminato Instagram durante la quarantena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 17:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[Coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vita sociale = vita social? Se già in tempi non sospetti i social media erano una parte enorme della nostra vita, durante la quarantena da Coronavirus la nostra vita sociale si è trovata praticamente a coincidere con la nostra vita “social”. Instagram in particolare è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Vita sociale = vita social?</h2>
<p>Se già in tempi non sospetti i social media erano una parte enorme della nostra vita, <strong>durante la quarantena da Coronavirus la nostra vita sociale si è trovata praticamente a coincidere con la nostra vita “social”.</strong></p>
<p>Instagram in particolare è diventato il mezzo preferito per combattere la distanza sociale a suon di dirette ad ogni ora sugli argomenti più disparati, meme e hashtag coniati ad hoc per l’occasione.</p>
<p>Lo so bene perché sono un’utilizzatrice assidua – oserei dire ossessivo compulsiva – di Instagram.</p>
<p>O meglio: lo ero.</p>
<p>Quella piccola iconcina rosa e accattivante era il magico pulsante di accesso a un mondo in cui potevo entrare ogni volta che mi andava, e nello specifico:</p>
<ul>
<li>quando mi annoiavo (addio noia: da quando c’è Instagram non esisti più, perché in ogni istante in cui potresti esserci tu, adesso c’è lui);</li>
<li>quando qualcosa mi provocava ansia e volevo tenerlo mentalmente lontano (benvenuta procrastinazione);</li>
<li>in coda in qualsiasi luogo pubblico (addio osservazione delle persone e delle situazioni, quella cosa che fa tanto bene alla creatività);</li>
<li>nelle pause dal lavoro (interruzioni a gogo);</li>
<li>a letto prima di dormire (con conseguenti sogni molestati dall’ultima foto pubblicata da quella persona di cui preferivi non sapere più niente, ma che ti sei ritrovata a vedere su Instagram);</li>
<li>ah: naturalmente in bagno!</li>
</ul>
<p>Potrei mettere la mano sul fuoco che qualcuno, là fuori, si riconosce in queste situazioni.</p>
<figure id="attachment_1949" aria-describedby="caption-attachment-1949" style="width: 2560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2020/04/Instagram-detox-quarantine-COVID-19-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" data-attachment-id="1949" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/perche-ho-eliminato-instagram-durante-la-quarantena/attachment/instagram-detox-quarantine-covid-19/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2020/04/Instagram-detox-quarantine-COVID-19-scaled.jpg?fit=2560%2C1707" data-orig-size="2560,1707" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Instagram detox quarantine COVID-19" data-image-description="&lt;p&gt;Instagram detox in quarantena&lt;/p&gt;
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<p>La fregatura di Instagram è che non puoi dire: lo tolgo dal telefono e lo utilizzo solo dal computer (come ho fatto con Facebook). Non funziona così: se lo togli dal telefono lo togli definitivamente, perché pubblicare foto o stories da desktop è decisamente più macchinoso.</p>
<h2>Quella piccola trappola rosa</h2>
<p><strong>Erano diversi mesi che avevo in mente di <em>eliminare</em> Instagram (o meglio: l’utilizzo compulsivo di Instagram), come volevo e vorrei eliminare dalla mia vita altre abitudini nocive</strong> (i troppi dolci, per esempio, o andare a letto tardi). Però con la comunicazione digitale ci lavoro e ho impiegato tempo per creare un personal brand: non volevo rovinare tutto per la mia incapacità di gestire in modo sano uno strumento.</p>
<p>Così ho continuato a tenere la maledetta iconcina rosa sullo schermo del cellulare, adottando qualche debole strategia come “nasconderla” dentro altre cartelle, oppure posizionarla in una schermata successiva alla home. Ma ragazzi, non c’è niente che il nostro cervello (il mio di sicuro!) sappia fare meglio che trovare nuove strategie di adattamento, e così il dito diventa il più veloce del West a dribblare questi trucchi da dilettante e arrivare a cliccare sopra l’icona rosa.</p>
<p>Insomma, <strong>non so voi, ma io mi sentivo in trappola.</strong></p>
<p>In trappola a guardare le stories come se fossero la mia puntata preferita di “Beverly Hills 90210” negli anni ’90 (con la differenza che quella si vedeva una volta a settimana, le stories h24), in trappola a scrollare il feed in cerca di tutto e niente, in trappola nel cercare persone che non avrei dovuto cercare, in trappola nel seguire persone che non volevo più seguire ma che sarebbe scortese <em>defolloware</em>.</p>
<p><strong>Quando è iniziata la quarantena e tutti si sono buttati a capofitto sui social per colmare le distanze fisiche io mi sono sentita ancora più in trappola</strong>, così, come faccio sempre quando mi trovo in un contesto nuovo, dapprima ho studiato la situazione in silenzio.</p>
<p>Ogni volta che aprivo l’app faceva la sua comparsa la notifica di una nuova diretta sugli argomenti più disparati. E poi gli aperitivi su Instagram, il brunch cucinato online.  E i meme, un’infinità di meme, condivisi a ripetizione nelle stories perché qualcosa bisognava pur condividere.</p>
<p>Ma soprattutto la cosa peggiore: i consigli da parte di praticamente ogni influencer o brand su cosa fare a casa in quarantena, in un range che andava dal ridipingere le pareti al decluttering massivo all’imparare il giapponese.</p>
<p>E poi tutti quelli che con un business digitale hanno approfittato dell’occasione per “regalare” corsi online per aiutare le persone, ma che in realtà hanno fatto una bella attività di lead generation per ampliare il loro bacino di utenza in vista del futuro.  La verità è che dietro ad ogni:<em> “Ho preparato questo corso gratuito per aiutare tutte le donne che si trovano adesso a casa a: riconnettersi con la propria femminilità/mantenersi in forma/organizzare le giornate/gestire la comunicazione col partner”</em> l’impulso altruista è solo lo 0,01 %.</p>
<p><strong>Tutto questo surplus di informazioni e questi meccanismi troppo spesso speculativi mi hanno portato a un rifiuto.</strong></p>
<h2>Un digital detox per ritrovare la mia voce</h2>
<p>E insomma: eccoci qua. Un bel giorno ho deciso di eliminare l’app fino alla fine della quarantena.</p>
<p>Le persone più vicine non avevo bisogno di sentirle su IG, le altre forse adesso si saranno chieste che fine ho fatto: non lo so con certezza perché non ho più visto i direct su IG.</p>
<p>È stato difficile? No, perché ero arrivata a un punto in cui Instagram mi aveva saturato. Non mi arrivava niente di davvero fresco e nuovo, tutto era trito e ritrito, e <strong>in quel mare magnum anche la mia voce si era zittita.</strong></p>
<p>Senza Instagram sono più focalizzata sul lavoro (fortunatamente, come freelance writer in quarantena lavoro quanto e più di prima), senza l’ossessione di pensare: questo potrei condividerlo sulle stories.</p>
<h2>Bye bye ansia da condivisione</h2>
<p>Perché la verità, che lo si voglia o no, è universale: Instagram ci sta togliendo la possibilità di andare in profondità nelle cose. Ci viene sempre più difficile dedicarci a un lavoro focalizzato e concentrato, immergerci in un libro o in un film, dedicarci a scrivere qualcosa di introspettivo che non sia in formato di insta-caption, goderci un’esperienza. Questo perché<strong> la nostra mentre si sta sempre più riprogrammando sul pensare se e cosa condividere. Siamo talmente tanto orientati sul trovare spunti di condivisione e sul mostrare ciò che facciamo che ci perdiamo la profondità dell’esperienza, la capacità di osservazione, la noia costruttiva, la creatività vera,</strong> che non è quella scopiazzata quà e là sui social.</p>
<p>Per questo ho fatto un passo indietro, perché non ci sto a farmi stritolare da questo meccanismo, soprattutto in un periodo come quello attuale, che invece è un’occasione d’oro, per chi è in grado di coglierla, per resettare, stare dentro sé stessi, analizzarsi, capirsi a fondo, lavorare su di sé, riprogettare il futuro con più autenticità.</p>
<p>Io per adesso sto ancora un po’ in IG detox, e voi?</p>
<p>[Quest&#8217;articolo è stato originariamente pubblicato in versione inglese su <a href="https://www.elephantjournal.com/2020/04/why-i-quitted-instagram-during-the-quarantine/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Elephant Journal</a>]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riflessioni d&#8217;inizio anno [parte 2]</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 18:26:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>[continua dal post precedente] Ho viaggiato pochissimo negli ultimi 6 mesi del 2018 (dopo San Pietroburgo, praticamente solo Cracovia, Londra e l’Isola d’Elba, che è come una seconda casa. Volevo tornare negli States, volevo andare a Santorini, volevo fare un sacco di viaggi che non ho [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/">Riflessioni d&#8217;inizio anno [parte 2]</a> proviene da <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it">unadosequotidianadibellezza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[continua dal <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/" target="_blank" rel="noopener">post precedente</a>]</p>
<p>Ho viaggiato pochissimo negli ultimi 6 mesi del 2018 (dopo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/san-pietroburgo-russia-notti-bianche-12-verita/" target="_blank" rel="noopener">San Pietroburgo</a>, praticamente solo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/due-giorni-per-innamorarsi-di-cracovia-cosa-vedere/" target="_blank" rel="noopener">Cracovia</a>, <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/londra-luoghi-in-cui-tornare-london-calling/" target="_blank" rel="noopener">Londra</a> e l’Isola d’Elba, che è come una seconda casa.</p>
<p>Volevo tornare negli <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/stati-uniti-texas-dallas-fort-worth-cosa-vedere/" target="_blank" rel="noopener">States</a>, volevo andare a Santorini, volevo fare un sacco di viaggi che non ho fatto.</p>
<p>Ho viaggiato dentro di me.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/DTS_Daze_15.jpg"><img decoding="async" data-attachment-id="1577" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/attachment/dts_daze_15/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/DTS_Daze_15.jpg?fit=5270%2C3828" data-orig-size="5270,3828" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="riflessioni di gennaio" data-image-description="&lt;p&gt;riflessioni di gennaio una dose quotidiana di bellezza&lt;/p&gt;
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<p><strong>Ho avuto un gran bisogno di limitare il rumore del mondo e ascoltare me stessa</strong>: tra ottobre e novembre l’ho sentita come un’esigenza vitale.</p>
<p>Una delle cose di cui vado fiera nell’anno appena trascorso è il fatto di aver lavorato molto su di me, sul piano mentale e sul piano fisico, in tanti modi, a 360°.</p>
<p>Tutto questo lavoro quotidiano mi ha aiutato a sciogliere alcuni nodi che avevo irrisolti, a superare alcune paure che mi creavano qualche problema, a mantenere un certo equilibrio.</p>
<p>Eppure, <strong>lavorare su di sè porta a perdere l’equilibrio.</strong></p>
<p><strong>Non si può cambiare se si rimane uguali a se stessi, e per non rimanere uguali a se stessi bisogna <em>stretcharsi</em> in più direzioni, e a volte i muscoli ti fanno male.</strong></p>
<p>La sfida è riuscire a far fronte al <em>discomfort</em> senza mandare tutto a carte quarantotto (come spesso ho fatto in passato). E’ normale perdere il controllo, è la vita. Anzichè fustigarmi per questo ho capito che devo accettarlo e gestirlo. Lavorare su se stessi serve anche e soprattutto a questo: far fronte alle difficoltà, non solo dirci bravi quando va tutto come deve andare.</p>
<h2>Consapevolezze</h2>
<p>La mia profonda fase di introspezione mi ha portato a <em>capire</em> alcune verità: e con capire intendo proprio interiorizzare dopo averle sperimentate sulla pelle.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/ACS_0280.jpg"><img decoding="async" data-attachment-id="1579" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/attachment/acs_0280/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/ACS_0280.jpg?fit=1126%2C750" data-orig-size="1126,750" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5.6&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1547306646&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;85&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="una dose quotidiana di bellezza gennaio 2019" data-image-description="&lt;p&gt;una dose quotidiana di bellezza gennaio 2019&lt;/p&gt;
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<p>La prima è che <strong>niente è in assoluto bianco o nero</strong>, Bene e Male sono due opposti che si completano e compenetrano sempre a vicenda, e devono stare in equilibrio. Quando una delle due polarità è troppo forte, c’è il rischio che si trasformi nel suo opposto.</p>
<p>La seconda grande consapevolezza è questa: <strong>ciò che resisti persiste.</strong> Luoghi, cose, persone: ciò che vorresti a tutti i costi togliere dalla tua vita non se ne va in alcun modo, ciò che ti sforzi di trattenere ti abbandona, o meglio ti sfugge sempre. E’ per questo che bisogna imparare a lasciar fluire.</p>
<p>Infine,  la terza consapevolezza, di ordine più pratico, che voglio mi guidi nel 2019: <strong>non disperdere le tue energie in mille direzioni ma concentrale nel perseguire le cose che davvero ti piacciono e ti vengono bene. </strong></p>
<p>In ambito lavorativo, questo 2018 me l’ha insegnato.</p>
<p>La curiosità e l’aver sempre voglia di cose nuove fanno parte di me, ma se nei miei vent’anni questo modo di fare mi ha portato a tante esperienze diverse, di cui oggi faccio tesoro, dai 30 in poi è diventato dispersione non più funzionale.</p>
<p><strong>Ci sono cose che potrei saper fare ma che proprio  non mi piacciono, e ci sono cose che mi piacciono ma in cui non eccello, perchè non è lì che sta il mio talento.</strong></p>
<p><strong>Cosa mi piace fare? Scrivere.</strong> Che siano articoli per riviste cartacee o digitali, per siti web o altro, è quello il mio focus.</p>
<p>Voi direte: <em>e perché allora il tuo blog tace da ottobre?</em></p>
<p>Per il semplice fatto che proprio perché ho deciso di focalizzarmi sulla scrittura, senza disperdere energie in tante cose collaterali, le opportunità hanno iniziato ad arrivare più che mai, quindi sono stata e sono tuttora impegnata a scrivere altrove, anziché qua. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>E soprattutto, proprio grazie a questo blog ho in cantiere un progetto importante, il più importante del 2019, di cui per il momento non voglio dire di più per scaramanzia ma&#8230; se entro fine anno non ne saprete niente sarete autorizzati a lanciarmi le uova, perché vorrebbe dire che non mi sono impegnata abbastanza sulla cosa più importante <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/ACS_0282.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1580" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/attachment/acs_0282/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/ACS_0282.jpg?fit=1126%2C750" data-orig-size="1126,750" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;5&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1547306651&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;58&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;2200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.016666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="una dose quotidiana di bellezza gennaio 2019 2" data-image-description="&lt;p&gt;una dose quotidiana di bellezza gennaio 2019 2&lt;/p&gt;
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<p>La funzione principale di un blog oggi secondo me è questa: essere un catalizzatore di opportunità, una vetrina, uno spunto per nuove conoscenze da cui possono nascere grandi progetti.</p>
<p>Il mio primo blog, aperto nel 2010 per il puro desiderio di scrivere e condividere, mi ha portato a una collaborazione durata 5 anni con alcune tra le principali testate di moda italiane (L’Officiel Italia, <a href="http://lampoon.it/tag/silvia-novelli/" target="_blank" rel="noopener">Lampoon</a>, Life in Bulgari). Il tutto grazie a una recensione che scrissi e che mandai &#8211; in modo molto <em>naif</em> e senza alcuna aspettativa &#8211; alla persona che sarebbe poi diventata direttore di queste testate.</p>
<p><strong>Spero che questo blog sia il catalizzatore di qualcosa di altrettanto importante, o forse ancora di più. </strong></p>
<p><strong>Nel 2019 voglio fare della scrittura il mio lavoro: non di Instagram, non dei social, non della comunicazione, non del blog: tutto questo è collaterale, se proprio vogliamo è personal brand.</strong></p>
<p>Non mi aspetto di fare del blog il mio lavoro, ho però in cantiere alcune idee spero interessanti, nell’ottica di quello che era uno dei miei propositi iniziali con questo blog, ovvero raccontare storie di persone che si sono messe in gioco, che viaggiano, che amano vivere realtà diverse. Per questo: <em>stay tuned!</em></p>
<p>Un ultimo punto: i viaggi. In questo 2019 vorrei tornare negli Stati Uniti&#8230; ma sono ancora in fase di viaggio interiore, per cui non voglio sbilanciarmi: ci aggiorniamo quando sarò dall’altra parte del tunnel <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Per il momento, vi auguro ancora un meraviglioso nuovo anno, un anno più consapevole. Di un passo più vicino alla vostra vera natura.</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/">Riflessioni d&#8217;inizio anno [parte 2]</a> proviene da <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it">unadosequotidianadibellezza</a>.</p>
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		<title>Riflessioni d&#8217;inizio anno [parte 1]</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 12:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stories]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[digital detox]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innanzitutto, Buon Anno 🙂 Come state? Non ci sentiamo da un po’… Quando ho aperto questo blog sapevo che sarebbe arrivato questo momento: il momento in cui lo avrei messo da parte. Lo so, non mi fa onore dirlo, ma, seppur armata di infinite buone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/">Riflessioni d&#8217;inizio anno [parte 1]</a> proviene da <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it">unadosequotidianadibellezza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Innanzitutto, Buon Anno <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Come state? Non ci sentiamo da un po’…</p>
<p>Quando ho aperto questo blog sapevo che sarebbe arrivato questo momento: il momento in cui lo avrei messo da parte.</p>
<p>Lo so, non mi fa onore dirlo, ma, seppur armata di infinite buone intenzioni, sono umana.</p>
<p>Era capitato in passato, perché non sarebbe dovuto capitare di nuovo?</p>
<p>Eppure, questo pensiero non mi ha impedito di aprire il blog.</p>
<p><em>Ci innamoriamo, soffriamo, ci lasciamo. Sappiamo che soffriremo ancora, ma questo non ci impedisce di innamorarci di nuovo. </em>Rende l’idea?</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/DTS_Daze_16.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1569" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/attachment/dts_daze_16/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/DTS_Daze_16.jpg?fit=5270%2C3828" data-orig-size="5270,3828" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Edera" data-image-description="&lt;p&gt;Edera una dose quotidiana di bellezza&lt;/p&gt;
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<h2>Il blog</h2>
<p>Lo so che se avessi un “approccio professionale” al blog dovrei creare il calendario editoriale e rispettarlo fino alla morte, postare una volta a settimana come minimo, commentare gli altri blog e poi postare sui social quasi quotidianamente, e studiare la seo, e studiare l’editing fotografico, e poi magari studiare il business delle affiliazioni. Oppure pubblicare nuovi articoli sul blog tutti i giorni perché è l’unico modo per avere più visualizzazioni e far diventare il blog monetizzabile.</p>
<p>Eccetera.</p>
<p>La verità è che fare tutta questa roba è maledettamente difficile, e richiede tanto tanto tempo.</p>
<p>E quello che vedo è un panorama sconfinato di blogger che vogliono fare del blog un lavoro, con contenuti molto spesso banali, ripetitivi, creati perché “bisogna creare tanti contenuti”.</p>
<p>Tantissimi blog che comunque non monetizzano, o non tanto da farne un lavoro.</p>
<p>E vedo anche che i blogger davvero forti, che ne hanno fatto un lavoro, spesso e volentieri guadagnano facendo altri corsi di blogging, in un qualcosa che va ad assomigliare in maniera inquietante a quei sistemi di network marketing piramidale dove non c’è mai un vero valore aggiunto in ciò che si insegna.</p>
<p>Poi certo, ci sono blogger che ne hanno fatto una professione, o perchè sono dei veri <em>influencer</em> &#8211;  lo sono diventati in tempi non sospetti, e col tempo &#8211; o perché si creano professioni complementari e collaterali (copywriter, fotografi, videomaker, social media manager, consulenti web).</p>
<p>Insomma, è tutto un po’ un gatto che si morde la coda e forse potrete pensare che semplicemente non ho la tempra per stare in questa gran competizione.</p>
<p>Ma forse il punto è che non mi piace abbastanza, e vedo l’obiettivo sfocato.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/matteo-kutufa-760654-unsplash.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1570" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/attachment/matteo-kutufa-760654-unsplash/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/matteo-kutufa-760654-unsplash.jpg?fit=5630%2C3758" data-orig-size="5630,3758" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Papaveri una dose quotidiana di bellezza" data-image-description="&lt;p&gt;Papaveri una dose quotidiana di bellezza&lt;/p&gt;
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<p>La figura della blogger-pseudo-influencer con tutti i corollari del caso non mi rispecchia, questa è la realtà.</p>
<p>Ho una mia dose di esibizionismo, certo, ma non amo stare costantemente in primo piano, essere sempre visibile e sul pezzo. Scattarmi ottomila foto dopo un po’ mi annoia.</p>
<p>Sono più una che agisce nell’ombra, che medita sulle cose, che ha bisogno di tempi più lunghi.</p>
<p>Se ancora siete qui a leggere questo post, vi faccio un applauso e vi ringrazio. Non sarà breve.</p>
<h2>Instagram</h2>
<p>Se mi seguite su Instagram, nei mesi scorsi avrete notato che mi ero presa una pausa dalle foto e soprattutto dalle stories.</p>
<p>Sono seriamente convinta che le stories ci stiano rincoglionendo. Dico ci perché parlo per me in primis.</p>
<p>Il bisogno di riempire Instagram di contenuti  quotidiani, perché <em>“bisogna sempre stare più a sinistra nella barra delle stories per essere visti”</em>, quindi inserire contenuti nuovi più volte al giorno, ci sta facendo pensare sempre più nell’ottica di ciò che è condivisibile.</p>
<p>Se prima già lo facevamo con le foto, ma c’erano dei momenti (che ne so: mentre ti guardi Netflix in poltrona con la tuta più brutta che hai) che non erano instagrammabili, adesso tutti questi momento sono “storizzabili” (scusate la bruttezza del neologismo), quindi la vita quotidiana è scandita da ciò che si può postare e come.</p>
<p>Per alcuni ciò che sto dicendo sarà aramaico, ma chi lavora o bazzica il web in modo semi professionale o <em>wannabe professional</em> capirà.</p>
<p>A me questa cosa fa paura. Che la mia vista stia calando per le ore passate al computer, che il braccio destro mi crei qualche problema a forza di battere sulla tastiera in posizioni poco appropriate e che la schiena ne risenta (meno male che c’è lo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/cosebelle/cosebelle-yoga-viaggio-benessere-fitnessitalia/" target="_blank" rel="noopener">yoga</a>) lo metto tra i lati scomodi della medaglia, <strong>ma che si comprometta pure il cervello no grazie. Quello vorrei tenerlo sano.</strong></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/Death_to_stock_photography_Wake_Up_3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1571" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/attachment/death_to_stock_photography_wake_up_3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/Death_to_stock_photography_Wake_Up_3.jpg?fit=5760%2C3840" data-orig-size="5760,3840" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gocce una dose quotidiana di bellezza" data-image-description="&lt;p&gt;Gocce una dose quotidiana di bellezza&lt;/p&gt;
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<p>Sono sicura di non essere la sola a trascorrere ben più di tre ore al giorno con lo smartphone in mano (ho installato delle app che me lo dicono), ad aprire Instagram in qualsiasi momento, quasi fosse un tic, a guardare le stories mentre sta seduta sul cesso (amen), e in tanti altri momenti più o meno appropriati. Credo di non essere l’unica che non si concede più di annoiarsi, perché prima che ciò accada ci sono sempre delle notifiche a distrarmi… e se proprio non succede niente mi guardo le stories.</p>
<p><strong>La noia è la base della creatività. Se non ti annoi difficilmente avrai voglia di cambiare le cose, di creare qualcosa di nuovo. E noi non ci annoiamo più, non perché siamo diventati saggi e focalizzati e nel flow, ma perché abbiamo sempre qualche distrazione.</strong></p>
<p>E questo, scusate, a me spaventa da morire.</p>
<p>So che non possiamo cambiare il flusso del mondo, so che la deriva è quella, so che è come mettere le mani avanti di fronte a una valanga, ma parlo per me. Per me questo non è al momento accettabile. Non son pronta a mollare il colpo, a cedere le armi al rincoglionimento di massa.</p>
<p>Sorry.</p>
<p>Qualche tempo fa lessi un articolo che mi sconvolse: dagli anni ’50 il nostro quoziente intellettivo è diminuito di un grado. La media dell’umanità è più stupida di 60 anni fa, grazie a Internet.</p>
<p>Se ancora mi state leggendo: doppio applauso.</p>
<p>Ciò che voglio dirvi è che<strong> lotto quotidianamente tra il bisogno di ritirarmi a “vita privata” e la necessità di espormi,</strong> di condividere, per desiderio, certo, e perché “bisogna alimentare il personal brand” (!). Così dicono, e ci vuole perseveranza.</p>
<p>Qualcuno qualche mese fa mi ha fatto i complimenti per come ero riuscita a creare e alimentare il mio personal brand. Non aveva motivi per dire una cazzata, quindi in quel momento mi sono stupita piacevolmente, perché <strong>ho pensato che quell’insieme di stories e post sgangherati che stavo facendo forse riusciva davvero a rispecchiare la parte di me che volevo comunicare.</strong></p>
<p>Peccato che ciò sia avvenuto praticamente a ridosso del mio momento di stop dai social.</p>
<p>Come nella vita mi divido tra libertà/nomadismo e routine scandite da tazze di tè, anche nel web mi divido tra voglia di esserci e di apparire e voglia di star nascosta. E’ la mia natura, di cui sto prendendo sempre più coscienza. Dipende da quale momento mi trovate, se in fase Jekyll o in fase Hyde. Sono fatta così. Lo so. Amen.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/andrei-lazarev-673996-unsplash.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1573" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-blog-instagram-digital-detox/attachment/andrei-lazarev-673996-unsplash/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/01/andrei-lazarev-673996-unsplash.jpg?fit=3456%2C5184" data-orig-size="3456,5184" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Ombre una dose quotidiana di bellezza" data-image-description="&lt;p&gt;Ombre una dose quotidiana di bellezza&lt;/p&gt;
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<h2>Digital Detox</h2>
<p>Tornando a noi, nei mesi scorsi ho fatto questo pseudo digital detox. Le circostanze stesse sembravano congiurare verso questa cosa, dal momento che mi si è rotto il telefono (più di una volta) <strong>e i tre giorni in cui son stata completamente senza telefono sono stati i più rilassati degli ultimi vent’anni credo. Sono anche arrivata in anticipo a tutti gli appuntamenti, cosa epica nella mia vita.</strong></p>
<p>Mentirei se non dicessi che tutto ciò ha coinciso con un periodo di cambiamenti nella mia vita, e mentirei se vi dicessi che adesso sono in una nuova fase di stabilità. Non è così, ci sono ancora dentro e non so quando e come ne uscirò. Quanto e come sarò cambiata, e avrò cambiato le circostanze intorno a me.</p>
<p>Non lo so.</p>
<p>Spesso, quando affronto questi momenti la prima cosa che faccio è partire per un viaggio.</p>
<p>Stavolta no. Per svariate ragioni, ho scelto di rimanere a casa.  [continua nel <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/riflessioni-gennaio-digital-detox-blog-scrittura-travel/" target="_blank" rel="noopener">prossimo post</a>]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>ACADEMY TURISMO 2.0: VERSO LA SICILIA DEL FUTURO</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Oct 2017 08:44:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Academy Turismo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Romeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il turismo, asso nella manica della Sicilia Che il turismo sia l’asso nella manica della Sicilia è il segreto di Pulcinella. È chiaro ormai da tempo che il potenziale turistico di questa terra, se ben sfruttato, potrebbe portarla a vivere nel benessere, anzi nel lusso. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il turismo, asso nella manica della Sicilia</h2>
<p>Che il <strong>turismo</strong> sia l’asso nella manica della <strong>Sicilia</strong> è il segreto di Pulcinella. È chiaro ormai da tempo che il potenziale turistico di questa terra, se ben sfruttato, potrebbe portarla a vivere nel benessere, anzi nel lusso.</p>
<p>Segreto di Pulcinella che però troppo spesso viene ignorato, o si fa finta di ignorarlo. In fondo si sta già bene così, perché affannarsi?</p>
<p><strong>Alessio Romeo</strong>, palermitano DOC, un vulcano di idee e di energia, a questa visione fatalista non si rassegna: vuole scuotere la Sicilia dal suo torpore, per questo con la sua fondazione <strong>Talent Island</strong> ha creato il progetto <strong>“Academy Turismo 2.0”</strong>, in collaborazione con <strong>Valtur</strong> come exclusive sponsor.</p>
<h2>Il progetto Academy Turismo 2.0</h2>
<p>Da ottobre a gennaio alla <strong>Real Cantina Borbonica </strong>di <strong>Partinico (Palermo)</strong> sono in programma sei eventi tematici con manager ed esperti di turismo rivolti agli studenti del quarto e del quinto anno degli istituti superiori turistici della zona. In particolare sono state coinvolte quattro scuole tra Palermo e Partinico. Si parlerà di big data, digital storytelling, filiera integrata e collaborativa con i rappresentanti di aziende del calibro di Uber e Air BnB, oltre allo sponsor Valtur.</p>
<figure id="attachment_682" aria-describedby="caption-attachment-682" style="width: 685px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/22048018_271545683353005_4371307154819180597_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="682" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/academy-turismo-2-0-valtur-sicilia/attachment/22048018_271545683353005_4371307154819180597_o/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/22048018_271545683353005_4371307154819180597_o.jpg?fit=2048%2C1365" data-orig-size="2048,1365" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Real Cantina Borbonica" data-image-description="&lt;p&gt;Real Cantina Borbonica &lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;La Real Cantina Borbonica di Partinico (PA)&lt;/p&gt;
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<p>Al termine del percorso verranno premiati tre progetti imprenditoriali frutto di una “call for ideas” che inviterà i ragazzi a presentare idee per il turismo. Ai vincitori verrà offerto un riconoscimento economico e un percorso di mentoring per sviluppare il proprio progetto, grazie alla collaborazione con Italia Startup.</p>
<h2>Dal crowdfunding alla fondazione</h2>
<figure id="attachment_681" aria-describedby="caption-attachment-681" style="width: 152px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/Romeo-kcPI-U43270812875084vHB-140x180@Innovazione-Web.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="681" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/academy-turismo-2-0-valtur-sicilia/attachment/romeo-kcpi-u43270812875084vhb-140x180innovazione-web/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/Romeo-kcPI-U43270812875084vHB-140x180@Innovazione-Web.jpg?fit=137%2C180" data-orig-size="137,180" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Alessio Romeo" data-image-description="&lt;p&gt;Alessio Romeo Face4Job&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Alessio Romeo &lt;/p&gt;
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<p>Alessio, ingegnere, è CEO di <a href="https://it.face4job.com/"><strong>Face4Job</strong></a>, piattaforma digitale che riproduce le logiche dei processi di ricerca e selezione tra azienda e candidato, secondo un processo di interviste strutturate basato su competenze e talenti. Si definisce “imprenditore per sbaglio”: <em>«Cinque anni fa ero AD di un’azienda americana, poi come conseguenza del fatto che facevo tanti colloqui sono stato ingaggiato per sviluppare una startup nel settore fotovoltaico e mi sono ritrovato a fare anche il direttore risorse umane. Da lì mi è venuta l’idea di Face4Job, ovvero digitalizzare un processo massivo per far sì che poi i colloqui vengano fatti con le persone giuste».</em></p>
<p>Originario di Partinico, dopo esperienze internazionali adesso Alessio vive in Umbria,<em> «ma potrei vivere o lavorare ovunque, il mio lavoro è sul web». </em></p>
<p>Racconta: <em>«L’anno scorso ho creato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per lanciare la app di Face4Job. Il tipo di crowdfunding che ho scelto è stato “in donazione”, vale a dire che i finanziatori lo fanno senza alcun ritorno. È un tipo di crowdfunding che di solito si utilizza per eventi di natura sociale. In realtà disponevo già di una base per lanciare l’app, il crowdfunding è stato più uno strumento di marketing, quindi ho pensato che tutti i soldi che avrei raccolto li avrei donati a mia volta in formazione e in servizi alla terra da cui avrei ricevuto più soldi».</em></p>
<p>Prosegue: <em>«Nel frattempo ero tornato a Partinico e avevo cominciato a girare per le scuole. Il risultato è che la maggior parte dei soldi sono arrivati da Partinico, quindi ho deciso di investire risorse su Partinico, creando una fondazione no profit e reinvestendo sul territorio con attività che smuovessero le persone e il business».</em></p>
<h2>La Fondazione Talent Island</h2>
<p>Così è nata Talent Island, fondazione che ha lo scopo di attivarsi per rilanciare il territorio siciliano e nello specifico Partinico secondo<strong> le tre direttrici che in Sicilia possono avere successo, ovvero </strong><strong>turismo, agricoltura e food</strong>. Talent Island ha la missione sociale di diffondere conoscenza e offrire opportunità ai giovani siciliani creando un humus fertile nel territorio attraverso occasioni di apprendimento e di contaminazione in ambito professionale, imprenditoriale e culturale. La società ha sede a Bruxelles perché l’idea di Alessio Romeo è di essere presenti per partecipare a bandi europei: <em>«Mi sono alleato ad Ambrosetti, società di management consulting che ha sposato il progetto. La fondazione ha sede negli uffici di Ambrosetti di Bruxelles».</em></p>
<h2>Academy Turismo 2.0: un obiettivo ambizioso</h2>
<p>Da tutto questo si è sviluppato il progetto di Academy Turismo 2.0, con lo scopo di creare delle<br />
attività che smuovano le coscienze in Sicilia. L’obiettivo in realtà è ancora più ambizioso:<em> «Creare una cittadella che aiuti a sviluppare idee imprenditoriali, un hub come H-Farm o Talent Garden in Sicilia».</em></p>
<figure id="attachment_683" aria-describedby="caption-attachment-683" style="width: 707px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/22219703_274896606351246_977875387337191010_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="683" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/academy-turismo-2-0-valtur-sicilia/attachment/22219703_274896606351246_977875387337191010_o/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/22219703_274896606351246_977875387337191010_o.jpg?fit=1600%2C1200" data-orig-size="1600,1200" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Academy Turismo 2.0" data-image-description="&lt;p&gt;Academy Turismo 2.0&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Il primo incontro di Academy Turismo 2.0&lt;/p&gt;
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<p>Dopo il terzo incontro i ragazzi avranno un tutor scolastico e un tutor aziendale. Mentre loro cominceranno a ideare i progetti gli organizzatori si rapporteranno con aziende che potrebbero essere coinvolte. <em>«Tutte le idee pervenute riceveranno la valutazione di un panel di valutatori presieduto da <strong>Marco Bicocchi Bichi, presidente dell’associazione Italia Startup</strong>, che premierà i tre progetti più validi entro fine gennaio con l’attivazione di un programma di mentoring ed un contributo economico offerto da Valtur.</em> – spiega Romeo &#8211;<em> L’obiettivo di Talent Island e Valtur è generare curiosità e interesse da parte dei giovani in un settore strategico per la Sicilia e per l’Italia, ma anche rivolgersi al resto della popolazione e agli operatori locali per rafforzare la filiera esistente. E stiamo già pensando ai prossimi progetti, questa volta sul filone della ristorazione».</em></p>
<h2>Il turismo in Sicilia: potenzialità e lacune</h2>
<p>E sul segreto di Pulcinella Alessio Romeo come la pensa?<em> «In Sicilia si riesce a stare bene con poco, dunque da quello che percepisco c’è poca voglia di allinearsi al futuro. Ci si arriva in ritardo. Si vive con molto meno, se hai una qualche attività legata al turismo ti bastano i tre mesi stagionali. La mia sensazione è che viviamo di riflesso e pare che si sfrutti il 15-20% massimo del nostro potenziale».</em> Prosegue: <em>«Ho sentito un’intervista del direttore di Orio al Serio: ha sviluppato un indotto di 15.000 dipendenti in tre anni, tra b&amp;b, logistica etc., affidandosi al digital marketing e ai social. È un caso da cui bisognerebbe prendere spunto. In Sicilia non si cavalca l’onda appieno. Manca un bel piano di comunicazione, anche regionale, e mancano i manager giusti che facciano “pedalare” le persone, mancano le persone formate da manager a capo delle aziende». </em></p>
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		<title>NautiLab: un cantiere navale hi-tech in una scuola superiore di Palermo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 10:31:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto NautiLab Immaginate di avere 18 anni, di essere appena usciti dall’Istituto Tecnico e di avere tutto l’entusiasmo (ma anche il bagaglio di preoccupazioni per il futuro) dei neodiplomati. Immaginate di avere tanta voglia di mettere le “mani in pasta”, di sperimentare sul campo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/">NautiLab: un cantiere navale hi-tech in una scuola superiore di Palermo</a> proviene da <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it">unadosequotidianadibellezza</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il progetto NautiLab</h2>
<p>Immaginate di avere 18 anni, di essere appena usciti dall’Istituto Tecnico e di avere tutto l’entusiasmo (ma anche il bagaglio di preoccupazioni per il futuro) dei neodiplomati.<br />
Immaginate di avere tanta voglia di mettere le “mani in pasta”, di sperimentare sul campo ciò che avete appreso sui libri ma anche le nuove potenzialità che il progresso tecnologico ha nel frattempo messo a disposizione: ad esempio, la <strong>stampa 3D</strong>.<br />
E immaginate di essere diciottenni neodiplomati a <strong>Palermo</strong>, dove il mare è di casa.</p>
<p>Poi immaginate che tutte queste belle premesse non finiscano come spesso accade nel cassetto dei sogni ma vengano colte, intercettate, gli sia data un’opportunità di espressione concreta.</p>
<p>È questo l’obiettivo di <strong><a href="https://www.nautilabproject.org/" target="_blank" rel="noopener">NautiLab</a></strong>, un progetto che definire ambizioso e avveniristico è dir poco e che unisce diversi ingredienti: una start up all’avanguardia che si occupa di progettazione di barche a vela, <strong>Yam-Marine Technology</strong>, le nuove frontiere della stampa 3D, la passione per il mare e l’entusiasmo di giovani neodiplomati. Il tutto a Palermo.</p>
<p>NautiLab è <strong>un cantiere navale hi tech all’interno di una scuola superiore di Palermo,</strong> l’ITIS Vittorio Emanuele III, dove 13 ragazzi di 18 anni o poco più (tra cui anche tre rifugiati politici), selezionati attraverso un bando, sono impegnati insieme a tutor esperti nella costruzione di una barca che verrà utilizzata per regate oceaniche, il tutto utilizzando una tecnologia pionieristica in questo settore: la stampa 3D.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/fra-ragazzi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="661" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/attachment/dav/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/fra-ragazzi-2.jpg?fit=5152%2C2896" data-orig-size="5152,2896" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;PLK-L01&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;dav&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1506080635&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.62&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.029996&quot;,&quot;title&quot;:&quot;dav&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Progetto NautiLab team" data-image-description="&lt;p&gt;Progetto NautiLab team&lt;/p&gt;
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<h2>Da Livrea Yacht a NautiLab</h2>
<p>Per avere informazioni più specifiche sul progetto ho parlato con <strong>Francesco Belvisi</strong>, responsabile della progettazione e dell’area tecnica di NautiLab, nonché general manager di Yam, che da alcuni anni con il socio <strong>Daniele Cevola</strong>, designer, si sta dedicando al 3d printing in ambito nautico con il progetto <a href="https://www.3dnatives.com/en/interview-livrea-yachts-031020174/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Livrea Yacht Italia</strong></a>: <em>«La stampa 3D in ambito nautico permette efficienza di prestazioni, minor utilizzo di materiali e dunque minor inquinamento. Con Livrea Yacht siamo i primi player di questo settore a livello globale».</em> Infatti Livrea 26 è l’unico prototipo attualmente esistente di barca stampata in 3D, presentato per la prima volta al Miami Boat Show 2014, e sicilianissimo: è ispirato infatti alle “lance pantesche”, antiche imbarcazioni tipiche di Pantelleria. Prosegue Belvisi: <em>«Già da qualche tempo collaboriamo con l’ITIS Vittorio Emanuele III di Palermo, dove abbiamo fondato il primo Fablab scolastico del sud Italia (considerato uno <a href="https://www.wired.it/economia/start-up/2016/02/02/fablab-italia/">fra i 10 più importanti d&#8217;Italia</a>), ovvero un laboratorio di fabbricazione digitale con stampanti 3D all’interno di una scuola. Abbiamo quindi deciso di far convergere l’attività di Livrea Yacht nel progetto NautiLab, grazie anche alla sinergia con Marco Vella, presidente dell’Associazione di Promozione Sociale L’Erba Voglio e coordinatore del progetto educativo e con l’Assessorato alla Scuola della Città di Palermo, creando un progetto formativo dedicato ai giovani che permettesse loro di fare un’esperienza importante e utile al tessuto produttivo, con tecnologie d’eccellenza».</em></p>
<h2>Le finalità sociali e la lotta alla dispersione scolastica</h2>
<p>NautiLab è un progetto di lotta alla dispersione scolastica, che unisce innovazione tecnologica e valorizzazione sociale, dove la scuola diventa un cantiere nautico dotato delle tecnologie più avanzate. I ragazzi hanno la possibilità di acquisire un bagaglio di competenze professionali preziose nel campo della prototipazione rapida, della lavorazione dei compositi avanzati e dell’utilizzo di software dedicati di progettazione, nell’ottica di quello che si può definire “artigianato tecnologico”. Sono coinvolti in un progetto a suo modo estremo, con attrezzature sofisticatissime che NautiLab ha a disposizione in comodato d’uso grazie alle partnership sviluppate da Livrea Yacht.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/fra-ragazzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="662" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/attachment/dav-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/fra-ragazzi.jpg?fit=5152%2C2896" data-orig-size="5152,2896" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;PLK-L01&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;dav&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1506072923&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.62&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;64&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.029996&quot;,&quot;title&quot;:&quot;dav&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="NautiLab al lavoro" data-image-description="&lt;p&gt;NautiLab al lavoro&lt;/p&gt;
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<h2>L’entusiasmo dei ragazzi</h2>
<p>Le lezioni, iniziate a luglio (tutta la giornata del venerdì e il sabato mattina, fino a dicembre 2017), alternano formazione teorica con computer e software al laboratorio pratico. <em>«E’ bello vedere come i ragazzi vengano in laboratorio anche nelle ore extra-curricolari e come ognuno apporti le sue particolari abilità.</em> – racconta Francesco Belvisi &#8211; <em>Si sono rivelati tutti molto ricettivi e attivi nel formulare proposte e nel far fronte agli imprevisti. Molti hanno già una mentalità imprenditoriale e pensano a come quest’attività potrà essergli utile per lavorare un domani, traslando magari alcune competenze ad ambiti a loro quotidianamente vicini, come il mondo delle moto. Inoltre, dal punto di vista progettuale ed educativo c’è un’interazione molto importante».</em></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/FullSizeRender.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="663" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/attachment/fullsizerender-10/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/FullSizeRender.jpg?fit=1111%2C1111" data-orig-size="1111,1111" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Selfie cantiere NautiLab" data-image-description="&lt;p&gt;Selfie cantiere NautiLab&lt;/p&gt;
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<h2>La barca</h2>
<p>La barca che verrà realizzata è una<strong> “Mini 6.50”</strong> (6,5 metri di lunghezza, 3 metri di larghezza), che viene utilizzata per regate oceaniche anche in solitaria: una barca a vela hi-tech ed ecosostenibile.<em> «È una barca estrema, molto veloce e complessa, con tantissimi dettagli.</em> – spiega Belvisi &#8211; <em>Il “guscio” ci sarà entro dicembre, la barca sarà pronta per navigare entro febbraio. Aabbiamo già un contatto con una skipper francese che ha già fatto la regata mini transat, Annabelle Boudinot».</em></p>
<figure id="attachment_664" aria-describedby="caption-attachment-664" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/Mini650proto_LivreaYacht.132.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="664" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/attachment/mini650proto_livreayacht-132/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2017/10/Mini650proto_LivreaYacht.132.jpg?fit=1920%2C1079" data-orig-size="1920,1079" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Mini650proto_LivreaYacht.132" data-image-description="&lt;p&gt;Mini 650 proto LivreaYacht&lt;/p&gt;
" data-image-caption="&lt;p&gt;Rendering della barca in costruzione &lt;/p&gt;
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<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/stories/nautilab-cantiere-navale-scuola-palermo-stampa-3d/">NautiLab: un cantiere navale hi-tech in una scuola superiore di Palermo</a> proviene da <a href="http://www.unadosequotidianadibellezza.it">unadosequotidianadibellezza</a>.</p>
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