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		<title>Tel Aviv, cartolina dal futuro</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2019 15:19:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tel Aviv: cosmopolita e spensierata La chiamano “la città del peccato”, in netta e inequivocabile contrapposizione con la sorella maggiore Gerusalemme, che invece è la città santa di ben tre religioni. La chiamano anche “la Los Angeles o la Miami d’Israele”, perché oltre alle temperature [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Tel Aviv: cosmopolita e spensierata</h2>
<p>La chiamano “la città del peccato”, in netta e inequivocabile contrapposizione con la sorella maggiore Gerusalemme, che invece è la città santa di ben tre religioni.</p>
<p>La chiamano anche “la Los Angeles o la Miami d’Israele”, perché <strong>oltre alle temperature – che a Tel Aviv anche a Novembre raggiungono tranquillamente i 30 gradi – con queste città condivide il mood: cosmopolita, spensierato, sportivo, <em>healthy</em>.</strong></p>
<p>Le ampie spiagge bianche dove si frangono onde ideali per il surf si stagliano contro uno <em>skyline</em> in costante mutazione (il mercato immobiliare in città è particolarmente florido).</p>
<figure id="attachment_1833" aria-describedby="caption-attachment-1833" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i2.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/ACS_0649-1.jpg"><img data-attachment-id="1833" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/tel-aviv-cartolina-dal-futuro/attachment/acs_0649-2/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/ACS_0649-1.jpg?fit=640%2C428" data-orig-size="640,428" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1573482642&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;22&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.00125&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Vista spiaggia e skyline Tel Aviv da Jaffa" data-image-description="&lt;p&gt;Vista sulla spiaggia e sullo skyline di Tel Aviv da Jaffa&lt;/p&gt;
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<h2>Città dei giovani e del divertimento</h2>
<p>Tel Aviv è famosa in tutto il mondo per la sua <em>nightlife</em>, ma anche per il fatto di essere <strong>una delle città più “giovani” al mondo: gli abitanti di Tel Aviv hanno in media tra i 30 e i 35 anni.</strong></p>
<p>Sono loro, i giovani di Tel Aviv, quelli che sfrecciano per la città in monopattino (il mezzo di locomozione locale per eccellenza), che corrono sul lungomare, che fanno la spesa a ogni ora del giorno e della notte con le cuffie nelle orecchie in uno dei tanti AM:PM, supermercati aperti 24 ore su 24.</p>
<p>Sono ragazzi dai fisici scolpiti e dai lineamenti mediorientali e ragazze vestite alla moda occidentale.</p>
<p>Sono quelli che mangiano <strong>vegano</strong> (ecco un altro primato di Tel Aviv: pare sia una delle città con la maggior percentuale di vegani al mondo).</p>
<p>E in molti appartengono alla comunità LGBT: Tel Aviv è città <strong>gay friendly</strong> per eccellenza.</p>
<p>Sono quelli che vogliono “imitare gli americani”, come mi ha detto un tassista che lavora in città ma vive fuori, perché a Tel Aviv c’è troppo caos e costa tutto troppo.</p>
<p>È vero, è una città molto cara, dimenticatevi hotel e ristoranti a buon mercato.</p>
<p><strong>La sensazione è di trovarsi proiettati in avanti di qualche decennio, in una città popolata di <em>hipster</em> che difficilmente hanno più di 40-45 anni.</strong></p>
<p>È straniante e affascinante al contempo.</p>
<p>Ci si rende conto subito che c’è qualcosa di anomalo: sul lungomare, per le strade della città, manca la componente “over”, non solo mancano gli anziani, ma mancano anche i 45-50-60 enni.</p>
<p>Ci sono giovani madri e giovani padri, e la città mette a disposizione servizi impeccabili per i bambini, ma gli adulti sono una specie rara.</p>
<p>Ci sono cantieri ovunque, la città è in continua costruzione, per questo spesso la polvere e la sabbia si mescolano allo scintillio del vetro e dei grattacieli, alla pulizia degli <strong>edifici Bauhaus per i quali Tel Aviv è famosa, che l’hanno resa patrimonio UNESCO nel 2003 con il soprannome di “città bianca”.</strong></p>
<figure id="attachment_1830" aria-describedby="caption-attachment-1830" style="width: 678px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/FullSizeRender.jpg"><img data-attachment-id="1830" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/tel-aviv-cartolina-dal-futuro/attachment/fullsizerender-17/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/FullSizeRender.jpg?fit=1093%2C728" data-orig-size="1093,728" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1574068137&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;40&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0008&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Vista su Tel Aviv Città Bianca" data-image-description="&lt;p&gt;Vista su Tel Aviv Città Bianca&lt;/p&gt;
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<h2>Tel Aviv: storia recente, utopie e contrasti</h2>
<p>Tel Aviv è città giovane anche perché è nata solo nel 1906, evolvendosi verso nord dal porto di Jaffa &#8211; oggi ufficialmente la zona araba e “antica” della città.</p>
<p>A dare il via a questa colonizzazione fu <strong>Meir Dizengoff</strong>, che infatti fu il primo sindaco della città.</p>
<p>Insieme a sessanta famiglie ebree provenienti dalle attuali Ucraina e Moldavia, Dizengoff voleva fondare <strong>una comunità autonoma ebraica ispirata al modello inglese di “città-giardino”</strong>, con numerosi parchi pubblici e spazi aperti.</p>
<p>L’idea di una nuova nascita è insita anche nel nome stesso della città: Tel Aviv infatti significa “Collina di Primavera”, dal titolo tradotto in ebraico del romanzo utopico “Altneuland” di Theodor Herlz (ma anche con riferimenti biblici).</p>
<p><strong>È evidente che in tutta Tel Aviv c’è qualcosa che manca, e questo qualcosa è la storia: ma in compenso c’è tanto di altro.</strong></p>
<p>Tel Aviv è il potenziale, il futuro, la gioventù. E’ il contrasto tra l’Israele antica e complicata, dove tutto si ferma per lo <em>Shabbat</em>, il sabato &#8211; e le nuove generazioni che vivono all’occidentale 7 giorni su 7. E’ un attrito costante come quello tra le onde e la sabbia.</p>
<figure id="attachment_1831" aria-describedby="caption-attachment-1831" style="width: 658px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://i2.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/ACS_0651.jpg"><img data-attachment-id="1831" data-permalink="http://www.unadosequotidianadibellezza.it/travel/tel-aviv-cartolina-dal-futuro/attachment/acs_0651/" data-orig-file="https://i2.wp.com/www.unadosequotidianadibellezza.it/wp-content/uploads/2019/11/ACS_0651.jpg?fit=640%2C428" data-orig-size="640,428" data-comments-opened="0" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3300&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1573482607&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;24&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;400&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.0015625&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="La spiaggia di Tel Aviv" data-image-description="&lt;p&gt;La spiaggia di Tel Aviv&lt;/p&gt;
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<h2>La dimensione della possibilità</h2>
<p>Tel Aviv è un luogo enigmatico, quasi ipnotico, dove la dimensione più forte è quella della possibilità: non a caso è <strong>una delle città più amate da nomadi digitali e <em>startupper</em></strong> (che probabilmente contribuiscono ad abbassare l’età media di abitanti che poi forse, crescendo, si sposteranno altrove), ma anche dagli <strong>artisti</strong> (murales e gallerie d’arte si trovano un po’ ovunque).</p>
<p>Eppure, <strong>ancora più straniante è il contrasto tra la tranquillità della vita a Tel Aviv e le notizie allarmanti provenienti dalla Striscia di Gaza.</strong> Il mare, il sole, i ragazzi in skate da un lato e dall’altro i luoghi pubblici chiusi per un attacco missilistico più preoccupante del “solito”: è questo che ho vissuto sulla mia pelle nei primi giorni in Israele.</p>
<p>Dovevamo noleggiare un’auto ma l’agenzia era chiusa, con un foglietto appiccicato sulla porta che parlava di “emergenza militare” e un call center che non era d’aiuto.</p>
<p>E ancora musei, scuole, edifici pubblici chiusi per “<em>rocket attack</em>”, come spiegano seraficamente gli inservienti, senza troppo cruccio. <strong>Perché qui gli attacchi missilistici e il suono della sirena d’avvertimento sono consuetudine, anche se a volte le cose si aggravano.</strong></p>
<p>Mentre il visitatore alle prime armi si allarma, i giovani di Tel Aviv continuano a sfrecciare indisturbati sul lungomare, e i tassisti dicono di sentirsi sicuri, e che “Israele è un Paese forte e Dio continuerà ad aiutarlo”.</p>
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